Amélie Nothomb • Attentato

 “La prima volta che mi sono guardato allo specchio, mi è venuto da ridere: non credevo di essere io. Adesso, quando vedo il mio riflesso, rido: so che sono io. Tanta bruttezza ha qualcosa di buffo. Il mio soprannome è arrivato molto presto. Dovevo avere sei anni quando un ragazzino mi gridò, in cortile: «Quasimodo!». Pazzi di gioia, i bambini ripresero in coro: «Quasimodo! Quasimodo!».
 Eppure nessuno di loro aveva mai sentito parlare di Victor Hugo. Ma il nome Quasimodo era così azzeccato che bastava sentirlo per capire. Non sono mai più stato chiamato in altro modo”.

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