Edogawa Ranpo • La strana storia dell’Isola Panorama

3178850

 Una fortuna tra le sfortune di essere a 9,583 km da casa è che nella maggior parte dei casi non sarai mai completamente da solo, vuoi che il mondo si è rimpicciolito, vuoi che Tokyo può sembra immensa e invece sotto sotto è un paesello. Tanto che il tuo ufficio sta a due passi dall’ufficio di un amico che non solo è italiano, ma proprio della tua stessa provincia, e le pause pranzo le fate insieme.

 La prima volta che ho sentito parlare della Strana storia dell’Isola Panorama fu durante una di queste pause pranzo, davanti a un panino al prosciutto, discutendo di come questo libro non s’ha da pubblicare, per una serie di ritardi e comunicazioni mancate con i referenti e la casa editrice. Neanche il tempo di dirlo, il libro è uscito e me ne sono fatta subito dare una copia ancora crepitante, calda calda di stampa — con tanto di dedica speciale ricevuta durante un’altra pausa.

 Tornare a leggere dopo quattro anni qualche opera giapponese non contemporanea (vi prego, risparmiatemi Murakami) mi ha fatto sentire a casa. È stato come infilarsi sotto le coperte dopo una lunga e dura giornata: ah, ho pensato, questa è la mia area di competenza, qua sì che ne capisco qualcosa, e quando Ranpo scrive così di certo intende questo e quest’altro, e tutta una serie di didatticismi da topo da biblioteca.

 Breve introduzione per chi non conosce Ranpo: scrittore attivo nella prima metà del Novecento, ispirato dai romanzi occidentali alla Sherlock Holmes, grandissimo estimatore di Edgar Allan Poe (da qui il suo nome d’arte), costituì una sorprendente eccezione e fu un caso letterario all’epoca per l’originalità dei suoi lavori, che condensano elementi gialli e atmosfera noir a personaggi caratterizzati da una schiacciante logica deduttiva.

 Ne La strana storia dell’Isola Panorama, il protagonista Hitomi Hirosuke è un giovane inetto e pigro che si mantiene scrivendo racconti pubblicati saltuariamente su diverse riviste. Un giorno viene a sapere che un suo compagno di studi, il rampollo di ricca famiglia Komoda Genzaburō, è morto improvvisamente a causa di un attacco epilettico lasciando dietro di sé la giovane moglie Chiyoko e, neanche a dirlo, un’immensa fortuna. La cosa attira particolarmente l’attenzione di Hitomi in quanto ai tempi dell’università i due erano spesso scambiati per gemelli, tanto si assomigliavano: da qui la sinistra idea di fingere il proprio suicidio per sostituirsi a Komoda e simulare il suo ritorno dalla tomba.
La seconda parte del romanzo si concentra sulla creazione di un paradiso artificiale, un labirinto di illusioni fatto appositamente per soddisfare i propri deliri da esteta e per suscitare il terrore di una già sospettosa Chiyoko.

La mia edizione
Marsilio, Letteratura universaleTraduzione di Alberto Zanonato
Iª ed. 2019, pp. 186
ISBN 9788831788502

Voto
★★★★


Opinioni.

 L’impronta di Poe è piuttosto evidente, inutile dirlo, tanto che un occhio attento può trovare diverse somiglianze con un racconto breve in particolare: chi si ricorda de Le terre di Arnheim? Il tema centrale è pressoché lo stesso, l’acquisizione da parte del protagonista di una corposa somma di denaro e la conseguente creazione di un immenso giardino-paradiso artificiale. Tuttavia è difficile ridurre i temi trattati nell’Isola Panorama a un elenco di definizioni: i riferimenti a opere esterne sono svariati, le tematiche ricche e profondamente radicate nello stile dell’autore, pur se in questo caso sono solo brevemente accennate.

 Come il curatore sottolinea nella nota alla traduzione, la presenza del concetto di doppelgänger non deve stupire: questo era un espediente ampiamente sfruttato da diversi autori, tanto che potremmo citarne subito uno, il cui nome è ben noto anche al pubblico italiano: Tanizaki Jun’ichirō, con un romanzo intitolato Storia di Tomoda e Matsunaga, pubblicato nello stesso anno dell’Isola Panorama (1926).

 Il periodo Taishō (1912-1926), nonostante sia una tra le epoche più brevi della storia giapponese, è anche una delle più dense, caratterizzata da uno straniamento sociale che in ambito letterario determinò l’entrata in scena di elementi originari delle arti visive e delle scienze, tra cui anche la medicina — per esempio, già dagli anni Dieci circolavano in Giappone traduzioni di testi di psicopatologia. Assunsero quindi grande importanza le descrizioni di sensibilità “nervose” e isteriche, di percezioni deviate dalla tecnologia e così via: in particolare inizia a comparire con sempre maggior frequenza il tema delle caleidoscopiche proiezioni dell’io, che può essere letto come doppio, alter ego, sovrapposizioni di personalità e, appunto, doppelgänger. Tanizaki si collega a doppio filo con Ranpo anche per il racconto La morte d’oro (1914), che rimanda al bisogno di collezionare opere d’arte fino a sfociare nell’estetica del narcisismo, in altre parole fare di se stessi un sublime oggetto artistico.

 Mi ci sono volute alcune pagine per immergermi completamente in questa storia e assaporarla come merita; abituata a un Ranpo diretto e conciso, ho trovato l’inizio un po’ lento e dispersivo. Ma via via che leggevo, all’indecisione iniziale si è sostituito la curiosità per l’intreccio e la voglia di capire come sarebbe andata a finire. Conoscendo l’autore, mi aspettavo un finale da fuochi d’artificio – e non sono rimasta delusa.

 Alla prossima pausa pranzo.

Un pensiero riguardo “Edogawa Ranpo • La strana storia dell’Isola Panorama

  1. Me lo segno, il tema del Doppelgänger è sempre affascinante (e un po’ da strizza). La situazione iniziale, come la racconti, mi ha fatto venire in mente Sommersby, un film con Richard Gere, ma direi che le affinità si fermano lì.
    Ho notato che la collana Letteratura universale di Marsilio ha parecchi titoli giapponesi. Ho comprato (per caso, a una mostra di ukiyoe) Racconti in un palmo di mano di Kawabata e l’ho trovata molto curata.
    Buone pause pranzo e alla prossima lettura!

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.