Meringhe sciolte

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“It’s easy to have fun,

when you have a library card”

 Vivo a Tokyo da quattro anni e, oltre alla costante voglia di panini alla mortadella, mi manca soprattutto la tipica “estate italiana”: il caldo torrido, i ghiaccioli alla menta a buon mercato sul divano guardando la televisione la sera, le finestre aperto giorno e notte, la camicia da notte di mia madre che profuma di ammorbidente e poi luce, luce, tanta luce. Sono andata via mentre ancora studiavo all’università, quindi per me l’estate è rimasta quello splendido periodo di dolce languore che va da giugno a settembre, e in pratica non ho mai sperimentato la routine di lavoro nei mesi estivi.

 Qui, tuttavia, è molto diverso. L’estate in Giappone è un po’ come saltare in una sauna completamente vestiti. Chiunque abbia sperimentato questo anche solo per un paio di pomeriggi mi darà ragione o ricorderà con una dolorosa fitta nel cuore l’umidità che si attacca alla pelle come colla. Nei giorni di sole, l’umidità raggiunge il 94-95%, si infiltra nella casa, fa marcire le pareti; in caso di brutto tempo, tuttavia, la pioggia cade in orizzontale e non è che un valore aggiunto a questa tortura da pentola a pressione. Non c’è ombrello che ti possa salvare: la stagione dei tifoni non risparmia nessuno. Non sembra estate, non come la conoscevo, non come la conoscete.

 Per questo motivo, vedere vecchi amici sdraiati sulla spiaggia come animali a sangue freddo che leggono l’ultimo best seller ha un certo effetto su di me. Caspita, mi rendo conto, è estate in Italia. Cosa darei per sciogliermi al sole come una meringa e nutrire queste vecchie ossa con un po’ di vitamina D.

(Per quanto riguarda i suddetti best seller:
non li leggo. O almeno non subito.
Ho così tanti libri in lista d’attesa che sarò
in grado di leggere quelli raccomandati nel 2019
probabilmente solo nel 2030 o giù di lì)

 Solo pochi giorni fa ho ricevuto un’e-mail da una nota rivista indipendente italiana, una newsletter con alcuni consigli di lettura per questi mesi caldi, nuove uscite e altro ancora. Così ho deciso, non senza un pizzico di nostalgia, di regalarmi dei libri cartacei (e di recuperare finalmente lacune molto profonde che porto appresso come il Peccato Originale): ieri sono arrivati ​​i miei nuovi bambini, sei meravigliosi Libri, con la L maiuscola, che farebbero la loro figura nell’elenco universale dei “Cento Libri da Leggere Prima di Morire”.

Raccolta

 Ebbene sì, non ho mai letto Il nome della rosa, né il Diario di Anne Frank. Mio malgrado, non li ho nemmeno studiati a scuola. Ho letto solo alcuni brani strapazzati in citazione nelle antologie scolastiche. A mia discolpa, posso dire che non è per mancanza di interesse; Doctor Who una volta ha detto qualcosa del tipo, “Così tanti posti da vedere e così poco tempo!”. Bene, tanti libri da leggere e davvero poco tempo per leggerli. Ho un ricordo molto vago di Sean Connery che camminava tutto curvo e incappucciato in una giornata nebbiosa, una breve sequenza che ci è stata mostrata durante una lezione di storia sulla vita monastica nel Medioevo. Ma non potevo perdere l’occasione di avere Il nome della rosa nella mia biblioteca personale, e sarà il primo libro che inizierò non appena avrò finito le ultime trenta pagine di Kerouac.

 Tutt’altra cosa è la Seconda Guerra Mondiale, sulla quale potrei continuare per ore. Ogni volta che torno in Italia, mi prendo il tempo di chiedere al nonno cosa si ricorda degli anni della guerra. Si siede sulla sua poltrona, e io mi arrampico sul bracciolo accanto a lui come quando avevo otto anni, quando ancora non riuscivo a toccare il pavimento con i piedi. Mette giù le parole crociate e mi racconta dei nazisti che cavalcavano nel campo dietro la casa, o dei giornali attaccati ai vetri delle finestre in modo da fermare la luce durante i raid aerei. Sono fortunata, se così si può dire, di essere nata e cresciuta in un posto relativamente vicino a quello che un tempo era il confine. Nel 1945 il nonno aveva solo sette o otto anni, ma è ancora una miniera d’oro di informazioni che nessun libro potrebbe mai compensare. Da queste storie, che praticamente sento da quando ho memoria, e dall’incalcolabile quantità di libri sulla guerra che lo stesso nonno ha accumulato in quasi ottant’anni, è nato il mio interesse per la storia dell’Europa del XX secolo.

 A questo smodato desiderio di sapere tutto, posso collegare un interesse generale per la vita, l’universo e tutto quanto (citazione!), così che negli ultimi tempi stavo considerando l’idea di farmi rispedire i libri di testo di scienze delle superiori: scienza per scemi, facile da capire e spiegata passo dopo passo. Perché quando si trattava di studiare per un esame era fisicamente doloroso, ma ora sono felice di leggere anche le note a fondo pagina di Wikipedia. Quindi Bryson viene in mio aiuto: con la sua Breve storia di quasi tutto, condensa in circa 600 pagine una grande varietà di curiosità che coprono quasi ogni campo della conoscenza umana. Un’ottima risorsa per coloro che, come me, leggono la composizione del bagnoschiuma mentre fanno la doccia, così, per ammazzare il tempo.

 Cioran avrebbe dovuto essere un regalo di compleanno. Regalare libri è sempre un’arma a doppio taglio: se il libro che acquisti sembra interessante finisci per tenerlo per te. E così è stato. Al momento non è nella scala di priorità, e se qualcuno ha qualche opinione su questo libro, sarei più che felice di ascoltarlo.

 Quindi, tutto sommato, la mia estate quest’anno sarà uguale a molti altri autunni, inverni e primavere: all’interno di una caffetteria, con la solita tazza fumante di caffè al miele fumante, i monsoni che imperversano fuori e la muffa che mi invade la casa. Ma avrò dei libri fantastici su cui contare.

(e voi abbronzatevi!)

2 pensieri riguardo “Meringhe sciolte

  1. Non conosco l’estate giapponese (ma ne parlano tutti male…). Qui (e non vivo nemmeno in città) in questi giorni aprire la porta di casa è come entrare in un forno preriscaldato per la cottura del pane. Potresti avere qualche sorpresa quando torni in Italia 🙂
    Cioran potrebbe collidere col tuo interesse (positivo, mi sembra) per la vita, ma è da leggere, anche se non tutti i suoi aforismi sono allo stesso livello (il libro che hai comprato però non lo conosco).
    Buona estate al bar, con l’aria condizionata, immagino!

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    1. Ho sentito delle temperature in Italia in questo periodo… per fortuna la prossima volta che tornerò sarà dopo Natale, così invece che in un forno per il pane mi sembrerà di stare in una ghiacciaia.
      Cioran è stata una scelta inaspettata anche per me. Dicevo, essendo stato un regalo di compleanno si adattava bene alla persona a cui era destinato; purtroppo per questa persona però, il libro è finito sui miei scaffali e credo che non ne scenderà mai più…

      Piace a 1 persona

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